Traiettorie immaginate di V. Giuseppe
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Tra il 30 giugno e il primo luglio 2007 ho camminato per circa dodici ore sulle tracce presunte di Vicentini Giuseppe. L'idea era quella che il tempo trascorso nel paesaggio e soprattutto l'osmosi fisica e psichica prolungata, potessero generare una rappresentazione complessa in cui geografia, memoria storica e privata, emotività e obiettività, si confondessero in maniera indissolubile. La figura di Vicentini Giuseppe, realmente esistita nei termini in cui l'ho descritta, é risultata alla fine una sorta di alter ego e nello stesso tempo un riferimento per ribadire l'idea di una filosofia dello spazio che contempli come fondamenti l'imprevisto e l'intuizione.
Si è trattato dunque non tanto di documentare un territorio, quanto, a partire da questo, di sviluppare per immagini un pensiero costantemente dislocato e vibratile.