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     ORIZZONTE DEGLI EVENTI

 

Doubles: Rimediare l'arte
Un progetto a cura di Denis Viva
Le opere d'arte necessitano una mediazione costante e articolata: testi esplicativi, documentazione fotografica, discorsi, cataloghi, etc. Dall'opera sino al pubblico, si dispiegano una serie di passaggi tutt'altro che neutrali e trasparenti. Ogni mediazione seleziona, riorganizza, interpreta, aggiunge o sottrae significati e valori formali all'opera originaria. Non si tratta soltanto di un processo comunicativo inevitabile, ma anche di una concatenazione fertile e proficua per comprendere e generare ulteriori forme e significati.
L'arte contemporanea ha raggiunto una profonda consapevolezza circa l'importanza di queste mediazioni, al punto di produrre spesso delle opere che si limitino soltanto a proporre questo processo.
Doubles è una mostra in cui sei artisti lavorano in tandem, suddivisi per coppie. Tre artisti sono chiamati ad “interpretare” e “rimediare”, ciascuno attraverso un medium prestabilito (immagine, testo e suono), le opere realizzate da altri tre artisti.
Beppino De Cesco - Paolo Comuzzi [immagini]
Carlo Andreasi - Ivan Dal Cin [testo]
Michele Spanghero - Alessandro Ruzzier [suono]


Doubles: Remediating art
A project by Denis Viva
The artworks need a constant and articulate mediation: explaining texts, photographic documentation, speech, catalogues, and so on. Between artwork and spectators, there are a series of passages far from being neutral and transparent. Every mediation selects, remodels, interprets, adds or deducts meanings and formal values from the original artwork. It's not only about an unavoidable comunicative process, but rather about a fecund and useful process for understanding and producing other meanings and forms.
Contemporary Art achieves a marked awareness of the relevance of mediation to the point of trasforming the artworks into this mere process.
Doubles is an exhibition in which six artists are working in tandem, in pairs: three artists are invited to “interpret” and “remediate” the artworks of other three artists by means of a preconcerted medium (severally pictures, text and sound).

SITO UFFICIALE DOUBLES PROJECT

 

Carlo Andreasi

L'orizzonte degli eventi è un titolo mutuato da un concetto dell'Astrofisica legato ai “buchi neri”. Si tratta di un'ipotetica zona dell'universo all'interno della quale non sarebbe più possibile osservare quei fenomeni fisici normalmente osservabili. Fuor di metafora, una zona oscura, insondabile, non rappresentabile, dove gli strumenti scientifici ed i linguaggi umani sono totalmente inefficaci, approssimativi, affidati alla probabilità piuttosto che all'esattezza. Carlo Andreasi parte da alcuni ricordi, da alcune “mappe mnemoniche” (scritti, schemi, disegni, etc.) confidategli da qualcuno –in questo caso lo stesso Ivan Dal Cin. A queste memorie, a lui sconosciute, Andreasi sovrappone un arbitrario lavorìo di documentazione: si reca in alcuni luoghi e li fotografa, ne rileva le tracce, ne ricava dei grafici, nel tentativo, volutamente privo di oggettività, di rievocarle, restituircele, disseppellirle. Osservatore e osservato s'influenzano vicendevolmente; scarto e differenza si generano nell'impossibile adesione tra i linguaggi.

Ivan Dal Cin

La traccia testuale ultima con cui Ivan Dal Cin “interpreta” il lavoro di Carlo Andreasi sarà un libro, intitolato Doubles. Quelli che, invece, sono allestiti qui in mostra, sono gli Appunti, schemi e collage dal libro Doubles. Dal Cin ragiona attraverso due strumenti, uno fisso e l’altro mutevole: i medesimi supporti, da egli predisposti (lavagne, sfondi pittorici astratti, specchi, tavoli, etc.), accolgono i diversi appunti, diagrammi, aforismi e informazioni. Ogni segno, traccia o documento è temporaneo, processuale, viene depositato e poi cancellato, di volta in volta, in base al fine e all’occasione. Ciò che osserviamo è lo svolgersi di questa riflessione. Partendo dall’arbitrarietà di Andreasi, Dal Cin sviluppa liberamente il tema de L’orizzonte degli eventi, allusione ai “buchi neri” che si converte nella catena: black holes e, per opposizione, white cube, oppure Black power e, per associazione, free jazz, etc. Dietro al criptico apparire di questi appunti soggiace il tema dell’alterità, dell’altro, del “lato oscuro” della comunicazione.

 

 

 

     SLEEPING

 

 

 

 

     WOO(O)   PROJECT

 

WOO(O) DESCRIVE LA REALTA’ ben sapendo che il concetto di realtà non è semplice ma forma un tutt’uno con il sogno, la psiche individuale e l’immaginario collettivo.

WOO(O) SI OCCUPA DI GENERARE SCHEMI INTERPRETATIVI DEL REALE attraverso atteggiamenti come l’ascolto disattento, la poesia intesa in termini di tecnica relazionale e la modulazione dell’ individualità dei propri operatori.
Woo(o) è un’agenzia investigativa che traduce la complessità del reale in rappresentazioni altrettanto aperte, trasversali, contraddittorie e plurivalenti.

WOO INTERCETTA E MODIFICA LA REALTA’ L’artista non è più -da tempo- artefice di supporti ma investigatore cosmico, con lo scopo di inventare soluzioni per scardinare il sistema.
Woo(o) si avvale di collaboratori a tutto tondo aspirando a realizzare cambiamenti radicali in campo artistico, politico, economico, poetico, musicale, agricolo, edilizio……
Lo scopo è quello di modificare dal basso,  dopo aver preso atto che la classe politica attuale è del tutto inefficace, incompetente ed impreparata ad affrontare  una visione ed un cambiamento di ordine meta-gravitazionale.

 

www.wooo.it

 

 

 

   ATTRAVERSO DENSITA' VARIABILI

Attraverso densità variabili è un progetto di ricerca imperniato sul rapporto tra fotografia e viaggio. Quest'ultimo è concepito come un attraversamento, ossia uno spostamento che taglia senza soste o deviazioni una determinata area, tenendo conto di una direzione stabilita a priori e basata su dei criteri di percorribilità. Ho deciso di intraprendere una sorta di fotografia automatica, che liberi cioè l'operatore da ogni tipo di dubbio o scelta, limitandosi a dei parametri di ordine puramente operativo. Così nell'attraversamento del Friuli da nord a sud ho scelto di fermarmi ogni cinque chilometri, scattando con la camera rivolta a sud. Ho creato due tipologie di rappresentazione: la prima, composta dalla sovrapposizione di tutte le immagini, va a definire una sorta di somma visuale di tutta l'esperienza. La seconda, tramite sovrapposizione di due scatti successivi, genera una fotografia di un luogo, determinata in parte dalla memoria sensibile di quello precedente.

 

 

 

►    FOTOLOGIE

 

Trieste

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Mortegliano (Udine)

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Rigolato (Udine)

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LASTRE CAPPELLI

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BOITES A' PHOTOS

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POSTE ITALIANE

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PEDEMONTE

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